Il Metodo PodoPosturale
Il piede, importantissimo organo di senso e moto, rappresenta il punto fisso delle oscillazioni posturali, l’unica parte stabile del corpo rispetto all’ambiente e ha difatti, l’incarico di analizzare tutte le variazioni di appoggio al suolo, fondamentali per la regolazione dell’equilibrio. Il piede è in grado di modulare, in base alle esigenze, ogni situazione anti-gravitaria assorbendo costantemente le forze di carico cui è soggetto.
Alterazioni strutturali a carico questo importantissimo organo, spesso trascurato e poco considerato, possono causare una serie di risposte e adattamenti posturali “tossici” che potranno evolvere e causare ingenti danni allo schema corporeo.
In età evolutiva ciò che si evidenzia maggiormente a carico di tale struttura è il piede piatto con valgismo del retropiede.
Il piede piatto si caratterizza generalmente da un valgismo del retropiede associato ad una supinazione contemporanea dell’avampiede con conseguente riduzione dell’arco longitudinale mediale che talvolta può presentarsi totalmente poggiato al suolo.
Nello specifico si manifesta:
– Il calcagno si presenta flesso medialmente e viene quindi a trovarsi esternamente rispetto alla perpendicolare che scende dalla regione poplitea
– L’astragalo, tenderà a scivolare verso il basso, in avanti e internamente, trascinando con sé anteriormente il navicolare.
– I metatarsi si trovano compressi tra due spinte opposte, in discesa dall’astragalo e dalla spinta ascendente del terreno in carico, conseguentemente tenderanno a sub-lussarsi fra di loro appiattendosi ulteriormente al terreno.
La rotazione interna del retropiede e la conseguente rotazione esterna dell’avampiede, determineranno la scomparsa della volta plantare e la caratteristica caduta dell’arco longitudinale mediale
Tale alterazione è indice di debolezza dei muscoli che intervengono nella supinazione del piede, ovvero:
-tricipite della sura;
-tibiale posteriore;
-flessore lungo dell’alluce;
-flessore lungo delle dita;
-tibiale anteriore.
Il piede piatto viene spesso descritto come una deformità rigida o flessibile.
Un piede piatto rigido è caratterizzato da un arco ridotto anche in posizioni non gravose. Questa deformità è spesso congenita, secondaria a una malformazione ossea o articolare, come una coalizione tarsale (cioè fusione parziale del calcagno con il talo fissato in eversione). A causa della rigidità e della possibile generazione di sintomi dolorosi, il piede piatto rigido nel bambino può richiedere una correzione chirurgica.
Il piede piatto flessibile è la forma più comune di arco ridotto in età evolutiva. In tal caso si presenta un arco longitudinale mediale normale in assenza di carico, ma diminuisce eccessivamente in posizione
ortostatica e in dinamica. Il piede piatto flessibile è spesso associato a lassità dei legamenti connettivi locali di supporto, debolezza generalizzata o dolore nei muscoli che possono supportare l’arco, o a meccanismi compensatori che causano un’eccessiva pronazione del piede. L’intervento chirurgico è raramente indicato per un piede piatto flessibile; si predilige l’uso di ortesi (solette propriocettive) associate al rafforzamento dei muscoli del piede e dell’intero arto inferiore. Un soggetto con piede piatto moderato o grave ha in genere una capacità compromessa nel sostenere e distribuire i carichi attraverso il piede. Potrebbero essere necessarie forze attive significative da parte dei muscoli intrinseci ed estrinseci per compensare la mancanza di tensione prodotta nei tessuti connettivi eccessivamente tesi o indeboliti.
In clinica si riconoscono diversi gradi di piede piatto:
1°: la superficie dell’istmo aumenta fino a due terzi;
2°: la superficie copre tutta la pianta;
3°: l’istmo supera il bordo mediale sporgendo oltre l superficie della pianta.
Un piede piatto, a prescindere dal grado, coinvolgerà tutte le strutture sovrastanti. Si possono manifestare:
mutazione dei rapporti articolari della coxofemorale;
abbassamento e antiversione del bacino;
aumento delle fisiologiche curve del rachide;

La posizione del piede piatto e lo squilibrio che ne consegue ha una forte influenza sulle dinamiche posturali
. Da posture pro.it
Quando risulta necessario un consulto e visita podologica?
Il piede piatto-valgo dell’età infantile rappresenta in assoluto la condizione che più spesso è sottoposta ad osservazione clinica e ad intervento terapeutico, motivo per il quale merita maggior attenzione.
E’ bene precisare che il piede di un bambino è normalmente piatto quando assume la stazione eretta e inizia a muovere i primi passi.
Questa condizione si mantiene generalmente fino all’età dei 5/6 anni poiché la struttura ossea è ancora in fase di strutturazione e vi è presenza abbondante di tessuto adiposo associata a lassità muscolo-legamentosa.
Derivante da ciò, la struttura dell’elica podalica si presenterà ancora incompleta. Generalmente se dopo questa età si riscontra ancora tale paramorfismo sarà utile e consigliato un consulto specialistico in cui si valuterà un eventuale inizio di terapia preventiva/conservativa attraverso adattati all’esigenza associata ad un eventuale utilizzo di ortesi plantare (soletta propriocettiva).
Tra le cause associate al piede piatto in età evolutiva, due spiccano in maniera preponderante a cui bisogna rivolgere particolare attenzione ed intervenire tempestivamente in maniera preventiva, queste sono: obesità e sedentarietà.
Intervento chinesiologico-posturale sul piede piatto, il metodo Podoposturale.
Dopo la valutazione avvenuta da figure specialistiche di competenza (podologo, ortopedico, ecc.) se è dimostrato un certo grado di reversibilità del piede piatto si indirizzerà il soggetto all’utilizzo di ortesi plantari associata ad una corretta rieducazione posturale del piede piatto e di tutte le strutture muscolo-scheletriche ad esso associate. Trattasi dunque di una terapia conservativa e preventiva svolta principalmente dal chinesiologo di competenza.
Come detto precedentemente, il piede piatto in età evolutiva può essere causa di ulteriori alterazioni/compensi posturali, ciò si traduce per l’appunto in un’alterazione dello schema corporeo. E’ importante specificare che l’intervento chinesiologico-posturale si dimostrerà tanto più efficace quanto prima verrà, in tal caso, evidenziato l’eventuale piattismo, reversibile, del piede (ricordando che fino ai 5-6 anni il piede piatto è una normalità). Più tardi si interviene meno saranno le possibilità di successo, infatti una volta raggiunta la maturazione scheletrica, le possibilità di successo attraverso l’intervento posturale diverranno assai più complesse ma non impossibili; non solo perché tutte le strutture “efferenti” della postura (articolazioni, ossa e muscoli) divengono progressivamente più rigide, ma soprattutto perché gli schemi mentali legati alla postura e al movimento sono ormai ben strutturati e meno plastici. Ciò non vuol dire siano ormai fissi ed immutabili.
E’ di estrema importanza che l’operatore metta in condizione di sviluppare un apprendimento motorio e posturale, prendendo in considerazione sensazioni, posizioni e strategie motorie, il tutto affinché avvenga coscientizzazione, elaborazione del movimento e dello schema corporeo. Il cambiamento della postura deve essere vissuto e non subito dal soggetto.
Solo un’attivazione volontaria e cosciente consentirà al soggetto la capacità di autocorreggersi, e solo la continua ripetizione del controllo volontario può portare ad un apprendimento che possa giungere a livello di automatizzazione motoria nel tempo.
Questo è ciò di cui si avvale il Metodo Podosturale, il quale pone solide basi sull’intervento attivo ad opera del chinesiologo nella terapia conservativa del piede piatto reversibile in età evolutiva e sui relativi compensi posturali che può comportare. Si andrà a strutturare la seduta di rieducazione con il metodo Podoposturale attraverso esercizi di propriocezione e di rinforzo muscolare.
Allenamento Propriocettivo
L’ allenamento propriocettivo permette di ottenere un miglioramento globale della percezione e della reattività propriocettiva. Quest’ultima è sostenuta dai recettori cinestetici (superficiali) che ricevono le relative sensazioni e le inoltrano al Sistema Nervoso Centrale per un’ulteriore elaborazione. Tale forma di allenamento si compone di un insieme di esercizi che vanno a creare situazioni d’instabilità, utilizzando sia esercizi in scarico che in carico, con lo scopo di valutare e migliorare l’utilizzo dei diversi recettori implicati. Le esercitazioni propriocettive, per ottenere il miglior coinvolgimento, devono essere effettuate senza utilizzare alcun tipo di calzatura, in modo tale da non falsare l’informazione recettoriale podalica. Un primo esercizio proposto dal metodo Podoposturale è la rieducazione del cammino. Questa può di certo apparire come un esercizio banale ma si dimostrerà fondamentale se svolto in modo adeguato Si insegna innanzitutto al soggetto a percepire maggior appoggio sulla parte esterna, corrispondente all’istmo.

Successivamente si invita ad un semplice camminata in avanti mantenendo il controllo dell’appoggio plantare sulla parte esterna, mantenendo un adeguato controllo di caviglia, evitando che quest’ultima vada in valgo-dinamico durante la deambulazione.
Il chinesiologo avrà l’opportunità di variare le tecniche di cammino, una prima variante prevede di portare entrambi i piedi in massima supinazione ed in tal caso si avrà un focus prioritario sul controllo e la stabilità della caviglia. Ciò si dimostra particolarmente utile nei casi di iperlassità legamentosa o retropiede valgo.
Un’esecuzione più completa è rappresentata dalla camminata tallone-esterno-punta nell’andata e punta-esterno-tallone al ritorno indietro. Focus principale è la coordinazione dei movimenti.
Si prosegue la seduta con tecniche di equilibrio svolte sopra cuscini propriocettivi, bosu, mezzi-cilindri, meduse e tavolette propriocettive.

Cuscino propriocettivo per il Metodo PodoPosturale
L’utilizzo del cuscino propriocettivo, grazie alla sua consistenza, crea un effetto destabilizzante sull’equilibrio ma allo stesso tempo stimola la funzione recettoriale del piede. Verranno proposti esercizi sia in equilibrio bipodalico che monopodalico in cui le varianti possono essere molteplici. Sarà compito del chinesiologo valutare la difficoltà che il soggetto manifesta nell’equilibrio ed adattare l’esercizio sulla base delle possibilità di quest’ultimo.
Le tavolette propriocettive, di forma e dimensioni variabili , hanno lo scopo di stimolare i recettori sensitivi podalici. Le diverse superfici o il diverso appoggio, richiederanno un adattamento diverso e continuo dell’equilibrio da parte del soggetto che deve reagire alla situazione instabile. Vista la maggior difficoltà sulla pedana/tavoletta propriocettiva verranno proposti inizialmente esercizi solo in appoggio bipodalico. Quando quest’ultimo si presenterà stabile verranno inseriti esercizi anche in appoggio bipodalico col piede poggiato al centro della tavoletta
Tutti i vari attrezzi citati possono essere usati in contemporanea per la formazione di percorsi propriocettivi. Il percorso rappresenta una successione ordinata di passaggi su attrezzi ed ostacoli, caratterizzati da un punto di partenza, uno di arrivo e da una esecuzione senza pause; ciò per stimolare maggiormente la capacità di orientarsi nello spazio e nel tempo.

Esempio di circuito propriocettivo nel Metodo PodoPosturale
Allenamento di rinforzo muscolare
Il metodo Podoposturale, applicata in contemporanea all’allenamento propriocettivo, rappresenta l’esercitazione volta al rinforzo muscolare della componente flessoria nei casi di piede piatto. Di seguito alcuni esempi.
Con una banda elastica, poggiata a terra, si chiede al soggetto di cercare di afferrare e raccogliere l’elastico con la pianta del piede come a cercare di arricciarlo.

Rinforzo muscolare dei flessori plantari con banda elastica nel Metodo PodoPosturale
Altri esercizi proposti sempre nell’ottica di dare un maggior stimolo alla muscolatura flessoria e alla componente prensile, prevedono l’utilizzo di piccoli oggetti, come palline di spugna o anelletti di gomma, che il soggetto dovrà riuscire ad afferrare e mantenere per qualche secondo.

Come detto in precedenza, il piede piatto può essere causa di ulteriori compensi posturali a monte. Per tale motivo è compito del chinesiologo inserire esercizi di rinforzo muscolare globale senza trascurare il lavoro fatto precedentemente sul piede. Tra gli esercizi proposti rientrano quelli di rinforzo e potenziamento della muscolatura degli arti inferiori che integrano il metodo PodoPosturale.
Dott. Alessandro Scibilia
Articolo estratto dalla tesi “RUOLO DEL CHINESIOLOGO NELLA RIEDUCAZIONE DEL PIEDE PIATTO IN ETA’ EVOLUTIVA
Introduzione alla metodica Podoposturale®”, laurea specialistica in Scienze delle Attività motorie preventiva e adattate, Università degli studi di Messina
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