Lombalgia: sintomi, cause ed esercizi

La lombalgia rappresenta una delle manifestazioni dolorose più diffuse ed insieme più difficili da trattare. Vediamo di approfondirla.

Il rachide lombare rappresenta insieme all’osso sacro, cui è connesso meccanicamente attraverso varie strutture muscolo-legamentose, la porzione più distale della colonna vertebrale.

Costituito da 5 vertebre che in senso cranio-caudale aumentano di volume a cui è associato un aumento di spessore del disco intervertebrale che, nella regione lombare, risulta essere 2/3 più spesso rispetto al disco posto a livello del segmento cervicale (9mm e 3mm rispettivamente).

Questi aumenti in termine di volume e spessore sono giustificati dal fatto che il tratto lombare deve sopperire a forze di carico maggiori dovendo sostenere il peso delle strutture poste superiormente. Forze di carico che aumenteranno esponenzialmente ogni qual volta ci troveremo in posizione ortostatica o seduta, maggiormente quest’ultima.

Ciò fa dedurre che il segmento lombare apparirà continuamente sollecitato a forti stress di carico. A dover bilanciare tutto ciò vi è, oltre al disco intervertebrale grazie al suo continuo stato di pre-compressione (in particolare il nucleo polposo), una svariata componente legamentosa  e muscolare che agiranno come veri e propri stabilizzatori ed equilibratori di tensione. Se quest’ultimi appariranno ipotonici e deboli tutto il carico e peso si ripercuoterà sulla struttura della vertebra e sul medesimo disco  causando possibili eventi patologici e compensazioni da cui potranno derivare diverse alterazioni posturali.

Tra le diverse patologie e alterazioni posturali associate al rachide lombare si ricordano:

  • Iperlordosi e ipolordosi;
  • Scoliosi;
  • Ernie discali e schiacciamento del canale vertebrale;
  • Schisi e morbo di Scheuermann;
  • Spondilosi e spondilolistesi;
  • Spondilite anchilosante;
  • Spondiloartrosi;
  • Coccigodinie;
  • Infiammazioni e irritazioni viscerali (es.colite nervosa)

Tutte queste patologie sono associate alla Lombalgia (o Low Back Pain) alla quale si può associare in gran parte delle volte compressione del nervo ischiatico ( meglio conosciuto come nervo sciatico) o del nervo femorale. Da queste compressioni scaturiranno rispettivamente la Lombosciatalgia e la Lombocruralgia.

La lombalgia rappresenta la prima causa di dolore acuto nell’ambito dell’assistenza medica. E’ stato calcolato da diversi studi che tale condizione si manifesta almeno una volta nel corso della vita in circa il 90% della popolazione ed una volta all’anno nel 20/30% nei soggetti con attività lavorative che impegnano in maniera significativa il tratto lombare. Tra queste rientrano anche le attività lavorative svolte prevalentemente da seduti. Questo perché, come dimostrato da diversi studiosi tra cui si cita Nachemson il quale, attraverso i suoi studi dimostrò, che il carico che si riscontra sulla colonna vertebrale e in particolar modo sulla zona vertebrale è circa il 50/60% maggiore da seduti rispetto alla classica posizione ortostatica. Da questa affermazione appare dunque chiaro come stare seduti in caso di lombalgia e sue eventuali irradiazioni sia assolutamente controproducente.

Sin dall’inizio della terapia è bene chiarire con l’utente che la seduta non deve assolutamente essere a se stante; bisogna rieducare e riequilibrare il corpo pertanto nella quotidianità è assolutamente importante e necessario continuare con un’attività  che riprenda esercizi da poter svolgere anche nella propria abitazione entro i limiti del dolore ed evitare l’eccessivo riposo e tutti gli eventuali movimenti che in un primo periodo  possono risultare controproducenti per i recupero della salute della nostra zona lombare.

L’obiettivo finale è di certo, nei limiti del possibile, quello di riprendere una completa autonomia dei movimenti  senza avere la paura e l’ansia di incombere nuovamente nel dolore debilitante alla bassa schiena.

E’ bene specificare tale obiettivo poiché, ancora oggi, purtroppo si crede che in caso di dolore lombare il riposo sia la soluzione migliore. Nulla di più sbagliato! L’eccessivo riposo associato ad una riduzione dell’attività fisica per paura di un incremento del dolore o di una possibile recidiva di quest’ultimo, determinerà un’ipotrofia e ipotonicità di tutto il compartimento muscolo-legamentoso associato alla zona lombare che, come detto in precedenza svolge l’importante ruolo di sostenere e proteggere l’intera struttura lombare.

La lombalgia da un punto di vista eziologico può essere determinata da cause ben diverse tra loro, è pertanto necessaria una valutazione dei segni e sintomi riferiti attraverso diversi test diagnostici sia attivi che passivi che consentiranno all’operatore di poter agire nella maniera più accurata. Una prima valutazione consiste nel determinare se il dolore lombare sia dovuto a una flessione o ad un’estensione. In caso di flessione le cause principali, secondo i determinati studi, sono da ricollegare a:

  • Spasmo o contrattura muscolare;
  • Danno a carico del corpo vertebrale e associata discopatia;

Se il dolore si accentua in estensione, invece, le cause principali  associate possono essere:

  • Spondilolisi e spondilolistesi;
  • Stenosi spinale;

Ciò rappresenta solo una possibile indicazione della valutazione del dolore riferito, è assolutamente necessario far riferimento alle valutazioni diagnostiche strumentali  indicate (Ecografia muscolo-tendinea, radiografia, risonanza magnetica nucleare).

A fronte di quanto detto finora l’esperto in posturologia e in rieducazione posturale  a seguito di un’anamnesi e valutazione accurata dei segni e sintomi riferiti dalla persona, avrà il compito di arginare e limitare la sintomatologia debilitante riferita nel caso di lombalgia.

L’intervento dovrà essere sempre personalizzato, in quanto, come detto precedentemente le patologie strutturali e non, sono ben diverse tra loro e un esercizio che può andar bene per chi affetto da ernia discale a volte può dimostrarsi controindicato da chi  presenta una spondilolistesi. Come detto le cause di lombalgia possono essere diverse.

La seduta sarà composta da una fase di riscaldamento, una fase di allungamento e potenziamento della muscolatura associata in particolare rinforzo del core e della catena cinetica posteriore. Al termine della seduta verranno introdotti esercizi di defaticamento e rilassamento.

Di seguito alcuni esercizi proposti e i relativi campi di applicazione. Si ricorda che in caso di lombalgia, acuta o cronica, prima di eseguire esercizi è bene richiedere una valutazione specialistica medica.

Premessa: considerare sempre a chi viene proposto l’esercizio, non tutti , specie soggetti in età avanzata o con patologie debilitanti, avranno la capacità di svolgere gli esercizi a terra. E’ bene munirsi di varia attrezzatura per ovviare a tale problema., verranno pertanto presentati esercizi da poter svolgere sia su tappetino che su lettino fisioterapico in caso di lombalgia.

Esercizio 1

Sdraiati su panca posturale con arti inferiori flessi e abdotti. Porre le mani sulle ginocchia ed effettuare la respirazione diaframmatica. Associare all’espirazione diaframmatica una spinta delle ginocchia verso l’esterno cercando di ridurre l’arco lombare per quanto possibile.Ripetere per circa 10 volte.

Sdraiati su panca posturale con arti inferiori flessi e abdotti. Porre le mani sulle ginocchia ed effettuare la respirazione diaframmatica. Associare all’espirazione diaframmatica una spinta delle ginocchia verso l’esterno cercando di ridurre l’arco lombare per quanto possibile.
Ripetere per circa 10 volte.

Esercizio 2

Sdraiati su panca posturale con arti inferiore estesi per un allungamento e detensione della catena cinetica posteriore. Rilassare le spalle, mantenere leggermente il mento “in dentro” ed effettuare la respirazione diaframmatica. Mantenere tale posizione per un arco di tempo compreso tra i 5 e i 10 minuti.

 

Esercizio 3

Esercizio consecutivo al precendente. Da entrambi gli arti inferiore estesi, associare all’espirazione una flessione dell’arto inferiore, in inspirazione riportarlo esteso. Ripetere il movimento alternando le gambe per 8/10 volte per lato.

Esercizio 4

In posizione di quadrupedia, inspirare e mantenere la schiena ferma con le proprie curve; espirare e, al tempo, effettuare un’abduzione delle scapole associata ad una retroversione del bacino. Mantenere la posizione qualche secondo, ripetere per circa 8/10 volte.

Esercizio 5

Sdraiati in posizione supina con gambe flesse. Avvolgere un piede in una fascia ed estendere la gamba. Mantenendo le mani ferme al petto, che tengono la fascia, in fase di espirazione flettere la gamba estesa con la tensione continua fornita dalla fascia elastica. Tornare alla posizione iniziale, eseguire per 8/12 ripetizioni.

 

Esercizio 6

Da decubito supino flettere una gamba, flettere, abdurre ed extra ruotare la controlaterale ponendo la caviglia di quest’ultima sul ginocchio della gamba flessa. Avvolgere il ginocchio della gamba abdotta con una fascia elastica e mantenerla in tensione. Inspirare e spingere la gamba interessata verso l’extrarotazione; mantenere un paio di secondi ed espirare tornando allo stato precedente.

Esercizio 7

Da decubito supino mantenere le gambe flesse. Con l’utilizzo di una softball creare una stato di tensione costante comprimendo la softball tra ginocchio e mano controlaterale, espirare contraendo l’addome. Ripetere per 10/12 volte alternando gli arti.

Esercizio 8

Decubito supino su cilindro propriocettivo, gambe flesse e piedi su un rialzo per ridurre tensioni sul tratto lombare. Eseguire la respirazione diaframmatica ed effettuare una flessione della gamba durante l’espirazione. Alternare il movimento per 8/10 ripetizioni per gamba. Incrementare la funzionalità dell’esercizio utilizzando una ring-band tra le ginocchia. In tal modo si recluterà maggiormente i muscoli flessori dell’anca.

Esercizio 9

Da seduti a gambe flesse poggiare la zona lombosacrale su cilindro. Inspirare ed espirando estendere da colonna mantendo il tratto lombosacrale appoggiato al cilindro. Estendere le braccia verso dietro con l’ausilio di un bastone mantendo il tratto cervicale rilassato senza portaro in iperestensione. Ripetere dalle 8/10 volte. Ridurre il range di movimento in presenza di fratture vertebrali (spondilolistesi) o interventi chirurgici di stabilizzazione vertebrale recenti.

Esercizio 10

Seduti su fitball, inspirare ed effettuare un’antiversione del bacino, espirare portando in retroversione il bacino contraendo l’addome e glutei.

Esercizio 11

In decubito supino porre una fitball sotto le gambe a livello delle caviglie. Durante l’espirazione flettere le gambe e raccogliere la fitball. Inspirare ed estendere le gambe. Svolgere l’esercizio per circa 12/15 ripetizioni.

Esercizio 12

Da decubito supino mantenere le gambe flesse a 90° con sotto una fitball. Inspirare e premere i talloni contro la fitball. Mantenendo tale pressione, espirare e sollevare la fitball dal suolo o lettino. Ripetere per 8/10 volte.

Esercizio 13

Con l’ausilio di un rialzo di altezza variabile in base a struttura e capacita del soggetto, effettuare dei box-squat. Utilizzare dei sovraccarichi per una successiva progressione.

Esercizio 14

Porre il dorso di un piede su un rialzo e restare in appoggio al suolo col controlaterale. Inspirare e flettere la gamba in appoggio effettuando un accosciata, espirare ed estendere la gamba. Effettuare 8/10 ripetizione per lato. Utilizzare un sovraccarico per progressioni nel lungo periodo.

Dott. Alessandro Scibilia

Chinesiologo clinico, specializzato in Posturologia e Personal Training, studente di Osteopatia presso l’Accademia di Medicina Osteopatica “Alessandro IV”.

 

Bibliografia

  1. Anatomia Funzionale III, Testa e Rachide, 6° edizione . A.I.KAPANDJI. Maloine-Moduzzi Editore;
  2. Chinesiologia del Sistema Muscoloscheletrico, Fondamenti per la riabilitazione. Donald A.Neumann. PICCIN;
  3. Approccio multidisciplinare alla Posturologia. Pietro Bressan, Enrico Mantovani e co-autori. EDIZIONI MARTINA
  4. TECNICA DELLA GINNASTICA MEDICA, Cinesiterapia dei vizi posturali e dei dismorfismi, Cifosi –Lordosi – Arti inferiori. Sergio Pivetta, Marco Pivetta. Edi-ermes;
  5. CINESIOLOGIA, Il movimento umano applicato alla rieducazione e alle attività sportive. Vincenzo Pirola. Edi-ermes;
  6. ORTHOPAEDIC PATHWAY,percorsi di informazione scientifica. Prof. Francesco Falez. MENARINI;