CERVICALGIA
Relazioni, cause e rimedi posturali
Il rachide cervicale rappresenta il segmento più mobile dell’intera colonna vertebrale. Il suo più grande scopo è di certo quello di orientare la testa su spazio di circa 180°permettendo di stabilire stimoli di stereo-visione e stereo-audizione.
La regione cranio-cervicale è attraversata da quasi 30 paia di muscoli che espletano due ruoli principali:
– Stabilizzazione di collo e testa;
– Produzione di movimenti che favoriranno la capacità uditiva, visiva e olfattiva.
La regione cranio cervicale è stabilizzata grazie ad un’interazione tra muscoli brevi e segmentali, come ad esempio:
– multifido cervicale, rotatori del collo e della testa e i muscoli interspinali;
– muscoli lunghi e spessi, come:
-scaleni, sternocleidomastoideo (scom) elevatore della scapola, trapezio, ecc;
L’elevata mobilità del rachide cervicale è purtroppo associata ad una più elevata fragilità e pertanto maggior esposizione a traumi, eventi infiammatori, stadi degenerativi ovvero cervicalgia, sindrome dolorosa che riguarda il tratto cervico-dorsale (alto). Inoltre, identificando il tratto cervicale come il supporto di principali organi di senso come vista, udito e olfatto, nonché strumento di protezione al passaggio dei vasi arteriosi che irrorano la testa e le varie componenti cerebrali e cerebellari, è di facile deduzione che un’alterazione di uno o più vari organi di senso (miopia, acufene, ecc..) saranno associate alla manifestazione di stati infiammatori più o meno debilitanti a livello del tratto cervicale.
Oltre a tali cause, possono scatenare cervicalgie anche:
– eventi di forte stress (emotivo e fisico);
– alterazioni posturali delle strutture inferiori (ipercifosi dorsale, capo protratto in avanti,…)
-Tensioni alterate di strutture muscolari adiacenti come l’elevatore della scapola, trapezio (fasci trasversali e discendenti), romboidi, sottoscapolare,ecc..;
– degenerazioni muscolo-scheletriche (artrosi uncovertebrale, osteofiti, contratture, erniazioni, disturbi temporo mandibolari e malocclusioni)
-Disturbi temporo-mandibolari;
– Disfunzioni diaframmatiche e respiratorie;
La cervicalgia si caratterizza da un dolore sordo e continuo che dalla base del collo o a livello scapolare, si estende verso l’alto. Ciò determinerà un’ipomobilità a causa della forte rigidità che si andrà ad instaurare.
Il dolore può essere talmente violento da scatenare possibili vertigini e nausea. Una sua irradiazione può coinvolgere gli arti superiori fino alle dita della mano determinando anche debolezza muscolare e parestesia lungo tutto l’arto o alla mano. In tal caso si parlerà di cervicobrachialgia, comune in caso di ernie.
Oltre ai referti diagnostici che aiuteranno a capire quale sia la causa del dolore cervicale, è buona prassi effettuare una valutazione posturale su tutti e tre i piani dello spazio.
Sulle cause visive, uditive e vestibolari verrà posto solo un breve approfondimento in quanto tale testo pone maggior interesse all’ambito di competenza chinesiologico-posturale.
Cervicalgia e influenze visive…
E’ opportuno porre attenzione alla muscolatura estrinseca dell’occhio.
Essa, infatti, fa parte della catena propriocettiva posturale (catena muscolo-connettivale); quindi ogni modifica della tensione dei muscoli estrinseci oculari, si ripercuoterà lungo tutta la catena con i conseguenti adattamenti necessari. Ad esempio, un’eccessiva tensione dei muscoli extraoculari è in grado di provocare rotazioni-inclinazioni di carattere compensatorio della testa, determinandone una postura scorretta in maniera inconscia, al fine di avere una visione nitida. Una tale modifica dell’atteggiamento posturale del capo causerà nel tempo uno stato d’ipertonia muscolare con possibili disturbi intervertebrali cui seguiranno ipomobilità segmentale.
I muscoli oculomotori estrinseci funzionano in stretta sinergia con la muscolatura facciale e del collo. Patologie a carico degli oculomotori o una scarsa funzione di questi, comporterà chiaramente un’alterata compensazione posturale a carico soprattutto del rachide cervicale
Si riconoscono diverse disfunzioni oculari come causa di disordini posturali i quali, nella maggior parte delle volte sono associati ad eventi dolorosi al tratto cervicale.
• Deficit della convergenza: alterazione della propriocezione muscolare extra-oculare (endorecezione); Ciò costringe il sistema cervicale a un continuo adattamento per mantenere un campo visivo stabile.
• Eteroforie (o strabismi latenti) sono un difetto di parallelismo degli assi visivi che alterano l’endorecezione: possono causare tensione cervicale dovuta alla postura compensativa della testa.
• Alterazione dei movimenti saccadici.
• Disturbi dell’accomodazione. le disfunzioni accomodative sono correlate a un basso indice di prestazione, a una ridotta ampiezza di movimento e a un maggiore dolore al collo
• Ametropie: miopia, ipermetropia, presbiopia. Quest’ultima, data la difficoltà di messa a fuoco costringe il capo a inclinarsi, aumentando la pressione sui muscoli cervicali.
• Disturbi indotti dagli occhiali (errori di centratura ed effetti prismatici indotti).
Cervicalgia e influenze uditive e vestibolari
La nostra sensazione d’orientamento nello spazio dipende dall’integrazione di diverse informazioni all’interno del sistema vestibolare che nell’insieme sono deputate al controllo dell’equilibrio e di una corretta visione. Possiamo sintetizzare il compito del sistema vestibolare attraverso due tipi di riflessi da esso controllati:
-VOR , ovvero riflesso vestibolo-oculomotore: deputato al controllo di una corretta visione durante i movimenti del tratto cervicale
-VSR, ovvero riflesso vestibolo-spinale necessario per il controllo dell’equilibrio attraverso il comando motorio impartito ai muscoli estensori del collo, tronco e arti. Se uno o entrambi questi riflessi saranno alterati, causeranno del punto di vista strutturale un aumento di tensione della muscolatura cervicale.
Altre patologie uditive e vestibolari, come il distacco degli otoliti avranno ripercussioni sul rachide cervicale, causando nella maggior parte dei case eventi di vertigini. E’ pertanto opportuno saper identificare la differenza tra vertigini otolitiche e vertigini cervicale senza però escludere chiaramente che il distacco degli otoliti comporterà un irrigidimento della regione cervicale.
In ambito del sistema uditivo la cervicalgia può essere causata dalla presenza di acufeni (fischi all’orecchio). Quest’ultimi possono determinare un irrigidimento della muscolatura cervicale o, al contrario dipendere da essa ovvero la rigidità della muscolatura cervicale può determinare una nevralgia, innescando il ronzio all’orecchio. In entrambi i casi si palesa una condizione estremamente fastidiosa e dolorosa. Inoltre, gli acufeni possono dipendere da un problema strutturale a carico dell’articolazione temporo-mandibolare. Quest’ultima può influenzare l’orecchio medio e interno attraverso la tromba di Eustachio, alterando il funzionamento di questa, contribuendo così all’insorgenza degli acufeni. Tutte le cause sopracitate avranno chiaramente ripercussioni sulla muscolatura intrinseca ed estrinseca della regione cervicale.
Cervicalgia e alterazioni posturali e muscolo scheletriche
Una delle principali cause dolorose nella cervicalgia, per cui i movimenti del collo saranno ridotti, sono le contratture muscolari della componente paravertebrale e intrinseca della colonna cervicale, quest’ultima suddivisa in due regioni: antero-laterale e posteriore. La genesi delle contratture è multifattoriale, può essere di carattere traumatico, di compenso posturale. Una delle posture cui si fa spesso riferimento è la postura cronica della testa in avanti (P.A.C). Questa dipende da diversi scenari:
• Iperestensione del tratto cervicale: questa andrà ad alterare una posizione flessa della regione cervicale;
• Dolore e debolezza dei muscoli flessori profondi (lunghissimi del collo e della testa) La postura protratta della testa in avanti, nel corso del tempo, comporterà maggiore stress al muscolo elevatore della scapola, semispinale della testa e i vari muscoli suboccipitali. Tale postura determinerà un’iper-distensione dei muscoli infraioidei che andranno a trazionare posteriormente l’osso ioide. La forza di trazione si ripercuoterà sulla mandibola causando un’alterazione/stress a livello dell’articolazione temporo-mandibolare. Tale trazione può essere ulteriormente esacerbata da una postura scorretta della scapola, in quanto, il muscolo omoioideo trova parte della sua inserzione sulla scapola e pertanto una postura errata dell’articolazione scapolo-toracica determinerà a catena una trazione sull’ATM. Postura del capo in avanti spesso associata ad un’eventuale nevralgia di Arnold a causa dell’irrigidimento muscolare sub-occipitale. Da considerare anche i possibili eventi traumatici come colpo di frusta o, comunque qualsiasi caduta che vada ad interessare la colonna vertebrale in quanto il trauma da compressione può estendersi lungo tutto il rachide e pertanto, una caduta sull’osso sacro può avere ripercussioni sulla regione cranio cervicale.
Altra causa di cervicalgia, spesso non considerata, è di carattere respiratorio, associata ad una disfunzione diaframmatica. Difatti diaframma e regione cervicale sono connesse sia livello fasciale dalla linea profonda frontale (LPF) con coinvolgimento delle Linea superficiale frontale e Linea superficiale posteriore, sia a livello nervoso in quanto il diaframma è innervato dal nervo frenico che trova la sua origine a livello delle vertebre cervicali (C2-C4).Alterazioni diaframmatiche possono indurre a schemi respiratori alterati ed inefficaci creando compensi di altri muscoli respiratori (accessori) presenti a livello della regione cervicale. Alterazioni della regione cervicale possono dipendere da uno schema biomeccanico alterato tra torso e collo. Difatti bisogna considerare che lo sternocleidomastoideo e i muscoli spleni del collo e della testa permettono la rotazione della testa rispetto al torso. Durante la camminata o corsa, per compensare alla rotazione del torso, SCOM e spleni si contraggono e rilassano in maniera alternata per conferire stabilità ai recettori visivi, uditivi e vestibolari. Di facile intuizione come una camminata scompensata, un cattivo appoggio del piede avranno ripercussioni sulla regione cervicale innescando accorciamenti cronici e infiammatori della muscolatura sopracitata.
Cervicalgia e approccio chinesiologico- posturale
Le proposte chinesiologiche nei confronti del soggetto che è affetto da cervicalgia, sono varie e devono tenere in considerazione le diverse cause che possono scatenare tale evento infiammatorio. E’ bene ricordare che non sarà l’allontanamento dai movimenti che scatenano il dolore la soluzione per ridurre quest’ultimo. Difatti, non appena si andrà a reintrodurre il movimento che scatenava dolore questo si riacutizzerà. La soluzione si presenta attraverso un programma di riequilibrio muscolare, attraverso tecniche di stretching della muscolatura irrigidita e rinforzo di quella iperestesa. E’ di indubbia funzionalità un lavoro di detensionamento della muscolatura cervicale. Ciò può essere svolto tramite terapia manuale (la quale esula da questo articolo) e tecniche di stretching attivo e passivo (PNF) anche tramite l’utilizzo di resistenze auxotoniche come gli elastici. L’utilizzo di questo di tipo di resistenze permette un bilanciamento di forze agoniste ed antagoniste interessate.


Stretching PNF alla spalliera


Stretching PNF
Attrezzi come il foam-roller e il peanut-ball si dimostrano utili nell’approccio di detensionamento e riequilibrio muscolare della catena cinetica posteriore e, in tal caso, a livello della regione cervicale.

Considerando la stretta associazione tra diaframma e regione cervicale, durante lo svolgimento degli esercizi è consigliabile attuare un lavoro di rilassamento attraverso una respirazione diaframmatica. Difatti, imparare ad utilizzare il diaframma nella respirazione comporta notevoli benefici tra cui attivare maggiormente il sistema parasimpatico inducendo ad una modalità di rilassamento che si ripercuote sul tutto il nostro organismo.
Le rotazioni laterali da effettuare sia verso l’alto che verso il basso si dimostrano efficaci per ridurre tensioni allo sternocleidomastoideo (SCOM) e ai muscoli scaleni.
Considerando che il dolore cervicale può essere determinato da un’alterazione posturale dell’arto superiore o che questo venga coinvolto in seguito durante la seduta di ginnastica posturale è opportuno porre particolare attenzione a tutto il complesso della spalla.

Ad esempio nel trattamento chinesiologico-posturale di una P.A.C è opportuno inserire esercizi di rinforzo sui distretti muscolari posteriori, in quanto si presenteranno in un atteggiamento di iperestensione, e di allungamento sui distretti anteriori accorciati/irrigiditi.
L’utilizzo di fasce elastiche o pesi, spesso associati con foam roller e/o peanut ball, si dimostra utile per il riequilibro di tensioni muscolari causa del dolore cervicale
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