Le condizioni per le quali può essere indicato un intervento chirurgico alla colonna vertebrale sono varie ed interessare la componente ossea (fratture, scivolamenti, ecc;), le strutture legamentose, il disco intervertebrale con interessamento dell’innervazione. Condizioni che vanno a manifestarsi quando la colonna non fa capo al concetto di stabilità.
Il rachide vertebrale, per essere indicato come “sano” deve essere in grado di sopportare carichi fisiologici verticali (forza di gravità), carichi posteriori in distrazione e a forze di torsione su piano orizzontale. Se ciò non si dovesse manifestare si presenterà un maggior di rischio di esposizione e degenerazione muscolo-scheletrica e a traumi di vario genere.
I segmenti maggiormente interessati sono quelli dotati di maggiore mobilità, ovvero il rachide cervicale e il tratto dorso-lombare. In entrambi casi è di facile riscontro una radicolopatia associata caratterizzata da dolore e parestesia.
Le cause che inducono ad un intervento chirurgico sono varie:
- Instabilità vertebrale (spondilolistesi);
- Malattie degenerative del disco;
- Deformità (riduzione del canale vertebrale);
- Fratture;
- Gravi discopatie;
Tutti processi infiammatori che innescheranno un rilascio di citochine pro-infiammatorie responsabili dell’esacerbazione del dolore.
A seguito dell’intervento sarà di pertinenza fisioterapica la prima fase di recupero funzionale e di rieducazione al movimento. Percorso fisioterapico proposto già il giorno seguente all’intervento.
Il chinesiologo interverrà a seguito della dimissione ospedaliera, una volta concluso il percorso fisioterapico.
Nonostante la cartella clinica è bene effettuare un’anamnesi per conoscere l’attuale stato di dolorabilità, capacità motoria ottenuta e residua, stato psicologico.
L’anamnesi chinesiologica per la stipulazione di un programma adattato è composta da diversi test:
- Test di flessione ed estensione lombare da seduto
- Test di flessione ed estensione di arti superiori ed inferiori tra i quali:
- Test di thomas;
- Ober’s test
- Test di resistenza passiva del m.piriforme;
- Test per la valutazione della forma fisica post- ospedaliera:
- 2-minute step test;
- 6-minute walk test;
- Sit-up test
- Chair sit & rich test;
La valutazione dei test sopracitati permetterà di intraprendere un percorso chinesiolgico volto all’ottenimento di determinati obiettivi:
- Proseguire sulla capacità di tolleranza al dolore;
- Rieducazione funzionale e posturale al movimento (strategie posturali, percezione corporea, ecc)
- Ritorno alle attività quotidiane pre-intervento (lavoro, hobby, famiglia, ecc).
Denominatore comune per l’ottenimento di questi obiettivi è il rinforzo muscolare, in particolare dei muscoli detti “posturali & stabilizzatori”.
Importante è pertanto impartire degli stimoli di:
– carattere propriocettivo attraverso l’utilizzo di diverse superfici;
– presa di coscienza corporea (respirazione diaframmatica);
– rinforzo del core-stability (flessori ed estensori dell’anca, erettori spinali, ecc;).
Tutti questi sopracitati sono estremamente interconnessi. Da ciò si deduce che non si deve lavorare sul singolo movimento e/o gesto ma, creare sintonia motoria tra i vari elementi.
Allenamento propriocettivo
L’obiettivo verterà sul recupero della capacità senso percettive, purtroppo alterate e in parte perse a seguito dell’intervento.
Consigliato ed opportuno variare le superfici di appoggio durante il percorso cinesiterapico, in quanto permetteranno un maggior coinvolgimento del sistema senso-percettivo, passando dalla coordinazione grezza alla coordinazione fine, fino ad ottenere un movimento stabilizzato ed automatizzato
Tutto ciò, grazie ai continui cambi di instabilità, contribuirà al rinforzo del core-stabilty.
Possono essere utilizzate diverse pedane con appoggio variabile come meduse propriocettive, tappetini in schiuma eva di vario spessore, pedane con dentro la sabbia e o che vadano a simulare le diverse tipologie di terreno. Allenamento propriocettivo da svolgere sia a piedi scalzi che con le calzature che verranno maggiormente utilizzate nella quotidianità.
Presa di coscienza corporea
Da considerare come cardine rispetto agli altri punti sopracitati in quanto accompagnerà all’ottenimento di questi. Una coscienza e conoscenza corporea sviluppate sono il risultato di un ottimo rinforzo delle capacità propriocettive favorendo cosi’ migliori capacità di core-stability e di ritmo lombo pelvico.
Muscolo cardine che funge un po’ come da mediatore dei vari movimenti attraverso un’adeguata respirazione è il muscolo diaframma.
Sappiamo che il diaframma è considerato muscolo primario per la respirazione. Ricerche recenti hanno dimostrato però che il diaframma ricopre un ruolo fondamentale nella stabilità posturale dello scheletro assile per via dei sui stretti legami con la muscolatura del pavimento pelvico e addominale, dell’anca (ileo psoas) , del cingolo scapolare.
Come primo approccio alla presa di coscienza corporea è importante imparare a gestire la respirazione sia diaframmatica ma anche toracica in quanto queste lavoreranno in sinergia.
Respirazione che verrà dapprima eseguita in decubito supino su di un tappetino; una volta acquisita una certa padronanza nella gestione della respirazione e rinforzo muscolare potranno essere proposti esercizi di respirazione su stimoli instabili e variabili come il foam roller o semplicemente in stazione eretta poggiati ad una parete.
Core Stability
Termine che si riferisce alle capacità di gestire e controllare in sinergia la muscolatura che interessa la parte centrale del corpo, ovvero la muscolatura addominale, pelvica e dorsale. Il controllo sinergico di questi permetterà il mantenimento di una postura ben compensata riducendo il rischio di infortuni e dolori.
Sono diversi i muscoli che partecipano alla stabilità del core, possiamo suddividerli in:
- Profondi: multifido, trasverso dell’addome, muscoli pelvici, pilastri del diaframma;
- Superficiali: retto addominale, obliqui dell’addome, grande dorsale e quadrato dei lombi.
Considerato il vasto compartimento muscolare che collabora alla stabilty-core, appare necessario ed opportuno impartire un altrettanto vasto compartimento di esercizi dediti per garantire un corretto stimolo a tutti i muscoli interessati.
Esercizi
Considerata la condizione post-operatoria, di seguito verranno proposti alcuni esercizi
- Attivazione del trasverso addominale durante l’espirazione: “risucchiare in dentro l’ombelico e mantenere per qualche secondo la fase di apnea;
- Esercizio di doppia opposizione alternata gambe-braccia: mano e ginocchia controlaterali spingono l’uno contro l’altro durante l’espirazione. Per un maggior coinvolgimento è possibile utilizzare un softball tra le due estremità. Una variante può essere effettuata utilizzando tutti e quattro gli arti in opposizione utilizzando, in tal caso, due softball o una fitball;


- Ponte per Glutei (fase avanzata): portare il bacino in retroversione e facendo leva dai talloni contrarre i glutei per sollevarsi in ponte. Mantenere per qualche secondo. Evitare l’iperestensione.

- Pullover con banda elastica e gambe a tavolino (fase avanzata): portare gli arti superiori estesi, dall’alto verso il basso, accanto ai fianchi. Ritornare lentamente nella posizione di partenza. Possibile variante con una sola gamba a tavolino mentre la controlaterale si flette durante l’abbassamento delle braccia.

- Torsione del tronco da seduti o in piedi con contro resistenza: compiere una torsione del tronco portando indietro la spalla del lato con cui si tiene la banda elastica. Variante seduti su una fitball.

- Flesso–estensione lombare da seduti con softball dietro la schiena: eseguire una flessione del tratto dorso-lombare schiacciando la softball alla parete. Mantenere la posizione per qualche secondo, ritornare alla posizione di partenza e ripetere.
- Estensione del tronco nella stazione eretta con banda elastica (fase avanzata): Far passare una banda elastica sotto ai piedi e tenere le estremità alle mani. Raddrizzare il tronco, estendere ginocchia ed anche fino a ritrovare la stazione eretta.

- Estensione, flessione, abduzione e adduzione d’anca in stazione eretta con fascia elastica.

Dott. Alessandro Scibilia
Chinesiologo clinico, specializzato in Posturologia e Personal Training, studente di Osteopatia presso l’Accademia di Medicina Osteopatica “Alessandro IV”.
Bibliografia e Sitografia
- CHINESIOLOGIA del SISTEMA MUSCOLOSCHELETRICO; Fondamenti per la riabilitazione. Donald A.Neumann. PICCIN
- ATTIVITA’ FISICA per LA SALUTE; terza edizione. Pasqualina Buono & al. IDELSON GNOCCHI.
- ACSM, Linee guida per la valutazione funzionale e la prescrizione dell’esercizio fisico. CALZETTI MARIUCCI editori.
- COMPENDIO PRATICO DI ALLENAMENTO FUNZIONALE, 242 esercizi, per prevenire riconoscere ed eliminare gli squilibri muscolari. CALZETTI MARIUCCI editori;
- Kernc D, Strojnik V, Vengust R. Early initiation of a strength training based rehabilitation after lumbar spine fusion improves core muscle strength: a randomized controlled trial. J Orthop Surg Res. 2018 Jun 19;13(1):151. doi: 10.1186/s13018-018-0853-7. PMID: 29914580; PMCID: PMC6006840.
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- Demir S, Dulgeroglu D, Cakci A. Effects of dynamic lumbar stabilization exercises following lumbar microdiscectomy on pain, mobility and return to work. Randomized controlled trial. Eur J Phys Rehabil Med. 2014 Dec;50(6):627-40. Epub 2014 Sep 9. PMID: 25201615.